Andiamo un po’ OT con quest’articolo…pero mi sembra molto interessante. Forse c’è qualcuno che a questo paese ci tiene

«Volevo strappare le bandiere di Berlusconi, ho reagito quando sono stato
circondato»
L’aggressore del gazebo: non sono pentito

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LIVORNO. «Io non sono andato lì per picchiare, ma solo per strappare le
bandiere. E sia chiaro, non sono affatto pentito di quello che ho fatto».
Riccardo Sammuri sa di aver rimediato una denuncia per l’aggressione al
gazebo del Popolo della libertà alla Rotonda di Ardenza, ma vuole precisare
quello che è successo. E fornire, in qualche modo, la sua versione dei
fatti. Cominciando da ciò che è avvenuto al mattino, quando si è fatto
vedere al gazebo della Lega nord, in piazza Damiano Chiesa: «Che ci sta a
fare la Lega in Toscana? Loro sono padani, che se ne vadano dalle loro
parti. Ho detto loro di togliere le bandiere, altrimenti le avrei tolte io.
E così ho fatto, rovesciando il tavolo. Mi hanno detto che non dovevo farlo,
per questione di democrazia. Bella roba, loro che parlano di democrazia e
sono razzisti e xenofobi. E anche ipocriti. Non vogliono gli immigrati, ma
sono quelli che fanno girare le loro imprese. Bossi grida a Roma ladrona, ma ci prende lo stipendio da chissà quanto tempo
».
Secondo episodio: l’aggressione al gazebo del Pdl. «L’ho fatto perché loro
sono la rovina dell’Italia – dice Sammuri – e perché quelle bandiere nella
nostra città non le voglio vedere. Questa è l’ultima roccaforte comunista e
io sono comunista dentro». Ecco il racconto del fatto, secondo Sammuri: «Ho
preso le bandiere e sono venuti verso di me in quattro o cinque. Almeno, a
differenza di quelli della Lega, hanno avuto la dignità di difendere i loro
simboli. Mi hanno circondato e da lì è nata la colluttazione. Potrei
denunciarli anch’io, ma non lo farò. Non sono un infame». Poi lui è andato
direttamente alla polizia. «Non è vero che mi hanno preso in via Ricasoli
col materiale in macchina, l’ho portato io in questura». Sammuri ha agito
perché dice di non volere i simboli di destra in città: «Chi prova a aprire
un gazebo comunista a Verona farebbe una brutta fine,
sarebbe trattato assai
peggio di come io ho trattato loro, ma di quello nessuno parla…». «Amadio
– conclude Sammuri – parla di democrazia violata e è l’erede di un partito
antisemita che mandava gli ebrei a morire nei campi di sterminio, Berlusconi
è entrato in politica solo per sfuggire ai suoi processi. E anche qui, a
Livorno, a parole tutti contro Berlusconi, ma poi tutti a guardare le reti
Mediaset».

FONTE: “Il Tirreno. Cronaca di Livorno del 3/3/08” segnalato da Luca Aprea